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SIAE vs SOUNDREEF.
Verso l’abolizione del monopolio?

Il Tribunale di Milano ha sancito la piena e totale legittimità all’operato di Soundreef sul territorio italiano.
Dal punto di vista economico l’offerta di Soundreef rappresenta un notevole risparmio (per il fruitore finale) che spesso arriva addirittura ad abbattere i costi della SIAE del 50%.
D’altro canto la vastità così come la qualità del catalogo musicale tutelato dalla SIAE non ha eguali sul mercato.
Cosa scegliere?
«Non voglio demonizzare la SIAE ma ci sono problematiche difficili da superare e Soundreef è un’alternativa fresca», secondo Fedez.
Lo studio legale Dandi ti guida nel labirinto del monopolio musicale.

Il 12/09/2014, il Trib. Milano, nella causa promossa da L. P. c. Soundreef Limited e Ros & Ros, emetteva la seguente ordinanza:
«Non si può ritenere che la diffusione di musica da parte di Soundreef nel territorio italiano sia illecita in forza della riserva concessa alla SIAE dall’art. 180 L. Aut. Non si può infatti affermare che la musica, per lo più, se non esclusivamente, inglese, statunitense o comunque di autori e interpreti stranieri, gestita da Soundreef e da questa diffusa in Italia in centri commerciali GDO e simili, debba essere obbligatoriamente affidata all’intermediazione dì SIAE. Una simile pretesa entrerebbe in conflitto con i principi del libero mercato in ambito comunitario e con i fondamentali principi della libera concorrenza. L’art. 180 L. Aut. proprio in quanto stabilisce simili limiti, non può che essere considerato norma di carattere eccezionale e quindi di stretta interpretazione. Un’interpretazione estensiva della medesima norma, diretta ad estenderne la portata al di fuori dell’espressa previsione letterale non sarebbe legittima. Né tale norma può essere estrapolata dal contesto normativo in cui è inserita, ovvero nella legge sul diritto d’autore nazionale, dovendosi rilevare che il successivo art. 185 della stessa legge limita l’applicazione dell’intero complesso di norme alle opere di autori italiani».

Per il Diritto d’autore abolire il monopolio Siae potrebbe essere una rivoluzione? Che cosa e’ la direttiva Barnier?
L’Italia è alle prese con la trasposizione di una direttiva europea del 2014 (nota anche come direttiva Barnier, dal nome del commissario europeo che ne propose l’adozione) che obbliga tutti i paesi UE a garantire che società di gestione collettiva di diritti d’autore, quale è la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) da noi, diventino case di vetro e sportelli efficienti al servizio degli autori e degli editori.

soundreef vs siae

La direttiva ha l’effetto di scardinare, almeno in parte, monopoli territoriali di fatto (o ‘naturali’) che esistono in tutti i paesi UE e nella gran parte del mondo. Le nuove regole europee sanciscono, infatti, la libertà per ciascun autore di amministrare i propri diritti affidandosi sia a società di gestione collettiva senza scopo di lucro – senza esser vincolato all’organizzazione presente nel paese di residenza, ad esempio la SIAE per un autore residente a Roma – sia a intermediari o agenti commerciali qual è, appunto, Soundreef, start-up di diritto inglese fondata da imprenditori italiani.

Di questa libertà hanno beneficiato, di recente e con grande clamore mediatico, autori celebri quali Fedez e Gigi D’Alessio, revocando – a quanto pare, per tutti i tipi di diritti riconosciuti dalla legge – il mandato originariamente conferito alla SIAE per affidarsi esclusivamente a Soundreef.

Ma perché e con quali obiettivi l’Europa ha voluto aprire alla concorrenza un settore in cui, fino a poco fa, prevaleva nettamente l’idea del monopolio, di diritto o di fatto?
La risposta è nel tentativo della Commissione europea di rimuovere le frontiere nell’intermediazione e acquisizione dei diritti all’interno dell’Europa, per semplificare le licenze necessarie all’uso digitale di musica protetta da diritti d’autore: per esempio, la vendita di album o brani su iTunes o Google Play o l’accesso a servizi di streaming quali Spotify e Deezer.

Soundreef vs SIAE con Fedez e Gigi D'Alessio

È per questi mercati, sempre più rilevanti a livello economico, che la direttiva Barnier incoraggia decisamente la concorrenza e stabilisce rigorosi requisiti tecnologici che ciascun intermediario, anche commerciale, deve possedere affinché gli sia consentito gestire il proprio repertorio non più su base nazionale ma paneuropea.

Per il diritto Diritto d’autore abolire il monopolio SIAE che vantaggi porterebbe? I vantaggi del vecchio sistema
Per ciò che riguarda gli usi non digitali, invece, la direttiva lascia impregiudicata per gli Stati membri la possibilità di mantenere – migliorandolo in termini di efficienza e trasparenza – il sistema non concorrenziale e solidaristico imperniato sull’aggregazione dei repertori musicali su base non solo nazionale ma internazionale.

Per comprendere i vantaggi di questo sistema è importante ricordare come, a livello mondiale, tutti gli organismi di gestione collettiva senza fini di lucro (SIAE inclusa) siano in grado – a differenza degli intermediari commerciali – di offrire licenze omnicomprensive in termini di repertorio, in virtù di accordi bilaterali di rappresentanza reciproca che creano o comunque ratificano le aree di esclusiva (o monopoli) territoriali ricordati sopra.

Il sistema consente, per esempio, alla SIAE di rappresentare in Italia il repertorio della francese Sacem e della tedesca Gema e, a queste ultime, di rappresentare in Francia e Germania il repertorio della SIAE. Si tratta, almeno per ora, del modello di gestione più efficiente – avallato anche dalla Corte di giustizia europea – perché permette a utilizzatori commerciali (per esempio radio, Tv, gestori di locali pubblici quali sale da concerto, discoteche, bar) di rivolgersi a una sola società o sportello senza scopo di lucro ottenendo, con una sola autorizzazione, una licenza per tutti i loro repertori, senza dover contrattare con i singoli aventi diritto o le singole aziende.

In conclusione, sarebbe bene che l’Italia cogliesse l’occasione della trasposizione della direttiva Barnier per abolire il monopolio legale della SIAE.

Claudia Roggero

Claudia Roggero

Avvocato specializzata in diritto d’autore – Film, Television & New Media Lawyer. Dal 2003 sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Roma. Il cinema e’ la mia passione e per questo ho deciso di specializzarmi in diritto dei media e dello spettacolo, passando per la proprieta’ intellettuale. Ho lavorato presso importanti studi legali nel campo della proprietà intellettuale ed esteso la mia esperienza alle modalità di tutela e sfruttamento di prodotti televisivi, musicali, editoriali e multimediali; alle attività di studio e attuazione di progetti promozionali e pubblicitari; alla realizzabilità di progetti sperimentali nell’impiego delle nuove tecnologie.
Per qualche anno sono fuggita dall’Italia maturando una vasta esperienza all’estero nella redazione di accordi di distribuzione nazionale e internazionale, dai settori più tradizionali del cinema, della televisione e dell’Home Video, ai nuovi formati di sfruttamento dei diritti derivati dalle più recenti tecnologie. Attualmente collaboro con un’agenzia cinematografica a Roma e rappresento artisti, scrittori, produttori e registi nel campo del cinema, della televisione e della musica. Il diritto d’autore mi stimola ancora molto e “…difendo la cultura libera in equilibrio tra anarchia e controllo” (Lawrence Lessing)
Claudia Roggero

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