pinball

GRUSIN & RITENOUR.
Un incontro da Oscar
& da Grammy

Non capita tutti i giorni di vivere una full immersion con un Premio Oscar e un Grammy Award della musica internazionale e sicuramente questo tipo di esperienza può aiutare a comprendere quanto la passione, il talento e (perché no?) la fortuna, se shakerate a dovere, contribuiscano alla formazione di una carriera di assoluto successo. Questo spunto di riflessione è stato dato a pochi eletti negli spazi esclusivi della Sala A del Forum Music Village, i celebri studios fondati da Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli e Luis Bacalov alla fine degli anni Sessanta, spazi iperattrezzati nei quali tutt’oggi i migliori direttori d’orchestra, interpreti e compositori di fama internazionale si recano a registrare.

Dave Grusin (Premio Oscar) e Lee Ritenour (Grammy Award) al Forum Music Village

Marco Patrignani, patron del luogo e anche presidente di una formazione, l’Orchestra Italiana del Cinema, che gira da anni in Italia e all’estero con la felice formula del Cine-Concerto, ha avuto un’idea: creare nella sala più celebre degli studi una sorta di club dove invitare artisti internazionali in esclusiva. E l’occasione si è fatta molto golosa, poiché a chiamare i soli 150 convenuti a evento, per tre appuntamenti live e due master class, erano due nomi non proprio di piccolo richiamo… Dave Grusin – autore di più di cento colonne sonore cinematografiche tra cui Milagro, I tre giorni del condor, Sul lago dorato, I favolosi Baker, Il campione, Havana, Il paradiso può attendere, Tootsie, Ocean’s Twelve, Tequila Connection, Ishtar, The Goonies, Innamorarsi e molti altri – e Lee Ritenour, superbo chitarrista candidato ai prestigiosi premi della musica ben 17 volte e autore di oltre 40 album. I due, ultraottantenne il primo e un ventennio di meno il secondo, girano il mondo con una formazione in quartet dove spiccano altri due talenti: il bassista Tom Kennedy e il figlio di Lee, Wesley, batterista plurienergetico.

Essere al fianco di artisti del genere come ufficio stampa degli eventi in corso è un’opportunità preziosissima per comprendere l’inesauribile verve umana e passione musicale che scorre nel sangue dei più grandi. Entrambi ammettono di essere pre-tecnologici e di affidarsi in primis al recupero del track, cioè della melodia, per costruire una partitura che richiamerà inequivocabilmente il rispettivo stile compositivo, ma insieme guardano al futuro per reinterpretare nel loro giro del mondo le ritmiche, la tradizione e il pensiero delle decine di colleghi e fan che incontrano.

Nelle due masterclass, incontri monografici che hanno occupato il loro tempo in due pomeriggi di fine marzo, abbiamo carpito – proprio attraversi i loro racconti di vita – segreti inaspettati che si nascondono dietro la genesi della produzione.
«Non guardo il piano quando compongo – afferma Dave – ma scrivo direttamente sulla partitura. Il nostro lavoro come compositori di colonne sonore è manipolare l’audience, servendo il film e le intenzioni del regista, ma spesso ascoltare la musica di una pellicola può distrarre dalla corretta cognizione della sintassi filmica…» Non v’è dubbio infatti che il lavoro di Grusin è andato spesso oltre il successo del film, se pensiamo alla composizione solo per piano lungo tutto The Firm o ai successi dei singoli brani di On golden Pond e Tootsie. «La mia carriera è iniziata al momento giusto nel posto giusto – ammette Grusin – ho conosciuto Vinicius de Moraes e grandi arrangiatori come Billy Mae e Nelson Riddle. È stato il caso a farmi crescere ed esplorare nuovi percorsi: esattamente come una palla di flipper che colpisce il punteggio più alto accidentalmente».

Una delle caratteristiche più singolari di MR Grusin è sicuramente quella di essere riuscito, attraverso la sua musica, a far cantare mirabilmente attori non cantanti (come Michelle Pfeiffer nei Favolosi fratelli Baker) riuscendo a far loro acquistare credibilità musicale. «Certo, erano altri tempi quando Henri Mancini, André Previn e David Raskin – tre compositori tra i miei preferiti – inserivano la propria opera creativa nel cinema, ma credo sempre che la personalità del musicista continui ad influenzare in grande maniera lo score e gli interpreti, così come l’ambientazione del film. Il che ci porta inevitabilmente a ispirarci a terre a noi lontane… Come ad esempio questa melodia che mi porto nel cuore ma non riesco proprio a ricordare a chi appartenga (e suona una tipica tarantella napoletana)… Voi ne sapete qualcosa?»
Non importa, ci sembra dire l’ottuagenario Dave, conoscere i nomi dei brani, fondamentale è la memoria emotiva dell’ascolto che influenza i tuoi pensieri sul piano, rendendo magico l’atto compositivo.

Più tecnico invece Lee Ritenour, il cui massimo virtuosismo nel tocco della chitarra è dovuto da un lungo e intenso lavoro quotidiano a contatto con i migliori professionisti del settore. «Non ci sono trucchi – ci spiega – ma una vita di studio ed esperienza in ogni campo: le scuole, gli incontri con i docenti, le conversazioni con la gente del settore e i fan e anche internet…»

Una formazione, quella di Ritenour, che parte dalla musica classica per intersecarsi con jazz, rock e svariati generi brasiliani, i quali hanno ispirato la ritmica di molte sue produzioni anche se, lamenta, non ha ancora realizzato uno dei suoi sogni: un album totalmente “a solo”.

Ma quali sono le differenze tra ieri e oggi nel fare musica? «Mio figlio ha 23 anni – continua Lee – e ha sicuramente la possibilità di utilizzare più strumenti. Ma come lui ci sono moltissimi talenti: alcuni si fermano però perché non riescono a utilizzare al meglio questi strumenti, a prescindere dalla creatività personale…»
E sull’uso dei social media che offre una democratica opportunità di rendere le proprie qualità artistiche visibili a un incommensurabile numero di persone, non può che pensarla in positivo, perché «sono strumenti che sviluppano maggiore competitività a livello mondiale».

Dave Grusin (Premio Oscar) e Lee Ritenour (Grammy Award) al Forum Music Village

Il sound di Ritenour è filtrato emotivamente dagli ascolti di virtuosi come Wes Montgomery e Joe Pass ma anche da incontri strategici come quelli con Joao Gilberto, Sergio Mendes e il superlativo organico della GRP Records, ambiente nel quale ha stretto decenni or sono un’amicizia, umana e professionale, proprio con Dave Grusin. E da allora non hanno mai smesso di frequentarsi, nella vita e sul palco dove ora, sebbene pianoforte e chitarra conservino in proprio una funzione da protagonisti, riescono a integrarsi in un sound unico e altamente riconoscibile.

Abbiamo ascoltato tre dei loro concerti: nessuno era uguale all’altro e bastava un semplice sguardo per capirsi e prendere nuove direzioni. Un’improvvisazione frutto di esperienza, professionalità e anche divertimento che produce risultati strabilianti: proprio come un flipper che circola in varie direzioni ma che lampeggia sempre aumentando i suoi punteggi. I due inimitabili musicisti, stanchi ma soddisfatti dell’accoglienza italiana alla Forum, sono risaliti a poche ore dall’ultimo show sull’ennesimo aereo, inesauribili e consci che la vita è una e ogni secondo va impiegato per trasmettere con il proprio mestiere emozioni indimenticabili.

Elisabetta Castiglioni

Elisabetta Castiglioni

Laureata in Lettere, è dottoressa di ricerca in Storia, teoria e tecnica del teatro e dello spettacolo.
Per diversi anni cultrice della materia all’Università “La Sapienza” di Roma, ha collaborato per la cattedra di Metodologia e critica dello spettacolo.
Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come pubblicista, scrive per le riviste “Minerva”, “What’s up”, "Luxury Files", "Fashion files" e per i web magazine “Visum”, “L’Ideale”, "Art a part of culture" e "Dazebao" realizzando interviste e articoli principalmente sulla cultura. Tra le sue pubblicazioni monografiche: “Le regie liriche di Luca Ronconi”, Su “Totò” di Roberto Escobar, “Renato-Rascel, immagini di scena”, “Quel piccoletto grande grande”.
Curatrice artistica di manifestazioni culturali e responsabile d’immagine per etichette discografiche indipendenti. Si è occupata del lancio e immagine di vari music club romani, album discografici e festival musicali nazionali, oltreché rassegne culturali, esposizioni d’arte e manifestazioni di teatro, danza e gastronomia.
Dal 2001 ricopre, nell’agenzia a lei intestata, il ruolo di ufficio stampa, pubbliche relazioni e promozione di artisti ed eventi culturali legati a musica, teatro, cinema, letteratura ed enogastronomia.
http://www.elisabettacastiglioni.it
Elisabetta Castiglioni

Latest posts by Elisabetta Castiglioni (see all)

Comments are closed.