Jack Nicholson as a Joker, parlando di diritto d'autore.

JOKER.
Metafora del diritto d’autore

Bill Finger e Jerry Robinson sono i co-autori di Batman e del Joker: ma solo Jerry è sempre menzionato come autore. Perché?

Il Joker è un personaggio dei fumetti creato da Jerry Robinson con la collaborazione di Bill Finger e Bob Kane, pubblicato dalla DC Comics e apparso per la prima volta sul n. 1 di Batman (1940).
È uno dei più celebri supercriminali dei fumetti e il più famoso della casa editrice statunitense, oltreché la nemesi di Batman stesso.

La nascita del Joker
Il racconto di Bill (Finger) sulla nascita del personaggio del Joker è questo.
Stanno per finire gli anni ’30 e Bill disegna il famoso personaggio ispirandosi all’attore Conrad Veidt nel film L’uomo che ride.
L’attore Conrad Veidt è colui che ha dato vita al personaggio di Gwynplaine nel film L’uomo che ride e la somiglianza tra Gwynplaine e il Joker, seppur esclusivamente visiva, è impressionante. Il Joker riprende il fisico slanciato di Veidt e il suo sorriso grottesco.
Così nasce il personaggio.
Il Joker fa la sua prima apparizione sul primo numero di Batman (intorno al 1940).
Sarebbe dovuto morire alla fine della storia, ma all’ultimo momento si pensò di cambiare il finale.
Il Joker non sarebbe mai morto, rimanendo uno dei rivali più accaniti e crudeli di Batman. In una storia apparsa su Detective Comics, n. 64  del 1944, il Joker finiva addirittura sulla sedia elettrica. È morto così? No, perché poi veniva salvato dai suoi scagnozzi.

joker Jerry Robinson

La vita del Joker
Il personaggio del Joker è sempre stato un pazzo pronto a tutto pur di sopraffare il suo acerrimo nemico Batman: con l’ausilio di armi gigantesche o di costruzioni grottesche realizzava piani complicati. Oscillava tra drammaticità e umorismo da striscia quotidiana, il che però non ne intaccò la popolarità e il successo come personaggio. Anzi! Questo periodo fu, probabilmente, quello che influenzò il cartoonist Dick Sprang, che realizzò alcune delle storie più incredibili sul dinamico duo.
Il passato del Joker è stato per molto tempo sconosciuto. Nemmeno Batman ne sapeva nulla. Nessun autore aveva mai narrato le sue origini, salvo pochi indizi discordanti che trapelavano dalle storie. La sua genesi fu inizialmente raccontata da Sheldon Moloff e George Roussos in L’uomo sotto il cappuccio rosso (The Man Behind The Red Hood!).
Nel 1973, dopo un breve declino durato quattro anni, il personaggio ritrova il successo con Dennis O’Neil.
Ma il suo Joker, per quanto folle, non aveva il fascino e il carisma necessari per spiccare rispetto ad altri personaggi dell’abile sceneggiatore. O’Neil, tra l’altro, realizzò le sceneggiature del serial The Joker (primo numero nel 1975), disegnato da Irv Novick, che risultò debole e poco drammatico rispetto a quanto ci si potesse aspettare da un personaggio tanto letale.

Sul finire degli anni settanta, Julius Schwartz, dinamico supervisore delle testate DC Comics, assoldò, per la Detective Comics, uno sceneggiatore proveniente dalla Marvel Comics, Steve Englehart, con l’intento di rinnovare le atmosfere e i personaggi che circondavano Batman.
Dopo un paio di storie realizzate da Walter Simonson, Schwartz, propose ai lettori il giovane ed esordiente Marshall Rogers. La scommessa di Schwartz, alla fine, risultò vincente, non solo dal punto di vista grafico, con Rogers che realizzò alcune delle più belle tavole mai apparse, ma anche dal punto di vista dei contenuti.
La coppia, infatti, riuscì a realizzare una serie di storie interessanti e avvincenti nelle quali Bruce Wayne veniva riportato a una dimensione più umana e, contemporaneamente, Batman non tradiva le sue atmosfere e le sue caratteristiche di oscuro supereroe. In tutto questo il personaggio che, dopo Hugo Strange, il supercriminale avversario ricorrente di Batman, spicca maggiormente è proprio Joker.

Il personaggio riappare successivamente nell’opera di Frank Miller Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1986). Nel fumetto, il Joker viene prima rappresentato come un folle ex-criminale, ormai senza alcuno stimolo, che ritorna in grande stile compiendo una strage: uccide gli spettatori accorsi allo studio televisivo dal quale viene trasmessa una trasmissione alla quale partecipa lui stesso. Inizia, così, un lungo inseguimento con Batman, che porterà al suicidio del criminale.
Dopo un periodo di crisi riguardo la figura del personaggio, la situazione cambiò con l’arrivo dell’opera di Alan MooreBatman: The Killing Joke, considerata una delle migliori storie di Batman: l’arco narrativo è costellato di flashback che narrano la sua vita prima di diventare ciò che è ora. Alla fine dell’opera, Batman chiede al Joker di riabilitarsi, ma il criminale rifiuta.
Quest’opera ha ispirato le origini del personaggio nel film di Tim Burton, Batman e la personalità del Joker di Heath Ledger, apparso in Il cavaliere oscuro.

The Joker, Heath Ledger

Conclusione. Perché vi raccontiamo questa storia?
I personaggi di un fumetto o di un cartone animato hanno vita propria e diventano famosi a prescindere dai loro autori (che sono comunque dei personaggi!).
Pur essendo co-autori di Batman e del Joker, molti dei crediti e delle menzioni d’autore sono attribuiti al solo Jerry, che ha saputo tutelare i suoi diritti d’autore durante la negoziazione degli accordi per la cessione dei diritti sul fumetto.
Jerry ha imposto l’obbligo di essere sempre menzionato come autore. Sicuramente è stato lungimirante e ha saputo negoziare i suoi diritti. Forse avrebbe potuto anche registrare il suo personaggio come marchio. La registrazione come marchio di un personaggio di fantasia o di un fumetto, è un metodo ulteriore per tutelare l’opera creativa.

Claudia Roggero

Claudia Roggero

Avvocato specializzata in diritto d’autore – Film, Television & New Media Lawyer. Dal 2003 sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Roma. Il cinema e’ la mia passione e per questo ho deciso di specializzarmi in diritto dei media e dello spettacolo, passando per la proprieta’ intellettuale. Ho lavorato presso importanti studi legali nel campo della proprietà intellettuale ed esteso la mia esperienza alle modalità di tutela e sfruttamento di prodotti televisivi, musicali, editoriali e multimediali; alle attività di studio e attuazione di progetti promozionali e pubblicitari; alla realizzabilità di progetti sperimentali nell’impiego delle nuove tecnologie.
Per qualche anno sono fuggita dall’Italia maturando una vasta esperienza all’estero nella redazione di accordi di distribuzione nazionale e internazionale, dai settori più tradizionali del cinema, della televisione e dell’Home Video, ai nuovi formati di sfruttamento dei diritti derivati dalle più recenti tecnologie. Attualmente collaboro con un’agenzia cinematografica a Roma e rappresento artisti, scrittori, produttori e registi nel campo del cinema, della televisione e della musica. Il diritto d’autore mi stimola ancora molto e “…difendo la cultura libera in equilibrio tra anarchia e controllo” (Lawrence Lessing)
Claudia Roggero

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