Life – Non oltrepassare il limite del regista svedese Daniel Espinosa

CINEMA.
Life – Non oltrepassare il limite

Martedì 21 marzo, in occasione dell’uscita di Life – Non oltrepassare il limite (23 marzo 2017), ultima fatica del regista svedese Daniel Espinosa, si è tenuto un Panel di discussione presso l’Agenzia Spaziale Italiana con un ospite d’eccezione in collegamento da Houston: l’astronauta Paolo Nespoli.
Life è un film di fantascienza con una forte componente horror la cui trama è semplice quanto già vista: sei astronauti della Stazione Spaziale Internazionale stanno studiando un organismo proveniente da Marte che rappresenta la prima forma di vita non terrestre. Forma di vita che si rivelerà abile, intelligente e soprattutto ostile.

Life - Non oltrepassare il limite, cinema fantascienza

L’anteprima del film, quindi, è stata l’occasione per discutere anche con Barbara Negri, responsabile “Esplorazione nell’Universo”, e Gabriele Mascetti, responsabile “Volo Umano e Stazione Spaziale Internazionale”, della possibile esistenza di altre forme di vita oltre quella terrestre. Un incontro interessante in cui si è parlato della situazione attuale degli studi e degli esperimenti scientifici riguardanti Marte.

Nespoli, che a maggio partirà per la sua terza missione intitolata VITA (Vitalità, Innovazione, Tecnologia, Abilità) sulla Stazione Spaziale Internazionale, è intervenuto proprio riguardo alla questione del possibile ritrovamento di una vita extraterrestre: «Sono tante le cose che un astronauta vorrebbe fare, andare a sperimentare l’assenza di gravità tanto per cominciare, ma anche mettere piede in un posto dove non c’è mai stato alcun essere umano, come su Marte per esempio. Sarebbe una cosa veramente importante per tutti trovare il modo di conoscere una forma di vita non terrestre. I film ci hanno abituato a questi omettimi verdi con le antenne, ma chissà come sarà la vita in futuro. Forse, come vediamo in Life, sarà sviluppata in un modo diverso, potrebbe essere ostile o non ostile. È indubbiamente una domanda interessante a cui vale la pena dedicare tempo, capacità, intelligenza per cercare di unirci ancora di più in questo universo».

Rebecca Ferguson in Life -non oltrepassare il limite

In Life, i 6 membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, tra cui Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson e Ryan Reynolds, hanno già trovato una forma di vita e scoprono in breve tempo che possiede un’intelligenza e una forza superiore. E non è amichevole. La struttura è la stessa di film come Alien o La Cosa: un gruppo di persone in un luogo chiuso e isolato dal mondo che improvvisamente devono affrontare un ospite aggressivo nascosto nel loro ambiente. Espinosa cita di continuo i due classici dello sci-fi, oltre a 2001 – Odissea nello Spazio e al più recente Gravity, a cui ruba l’idea del bellissimo pianosequenza iniziale.

Fin qui il merito del film sembrerebbe quello di saper riproporre con maestria un qualcosa di già visto, senza neanche prendersi troppo sul serio. Eppure in Life c’è un lato gore non indifferente e le sequenze di tensione giungono a tali livelli di suspence che a fine film puoi quasi sentire l’acido lattico.
Daniel Espinosa ha realizzato un film di genere che intrattiene alla grande per 103 minuti e si conclude con un bel finale potente. Cosa volete di più?

Marco Casciani

Marco Casciani

Nato nel 1986 a Roma. Giornalista, copywriter. Ha ancora il complesso del Dams perciò non parla quasi mai di calcio e troppo spesso di cinema.
Ossessionato dal “rumore”, come quello dei Melt Banana e dei film di genere, o quello di Irvine Welsh e di Chuck Palahniuk, ha provato a farne un po’ anche lui scrivendo in giro per il web.
Frequenta spesso la sala prove e da grande vorrebbe fare lo sceneggiatore di film "belli belli in modo assurdo".
Marco Casciani

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