La cantante Szjerdene

BONOBO.
Migration al Razzmatazz
di Barcellona

Il palco principale del Razzmatazz, tra i locali per concerti più famosi di Barcellona, ha ospitato, lo scorso 16 marzo, il concerto di Bonobo. Il musicista e produttore britannico, al secolo Simon Green, ha lanciato il suo nuovo album lo scorso 13 gennaio. Migration ottiene subito un ottimo esito. L’estrema varietà stilistica, difficilmente raggruppabile e categorizzabile in un unico genere, e le interessanti e mirate collaborazioni, hanno contribuito al successo del sesto disco dell’artista. Il titolo è emblematico.


Green si rinnova rispetto all’ultimo lavoro discografico The North Borders. Migration accoglie e raccoglie tutta la sperimentazione e la ricerca musicale di Bonobo, frutto di lavoro, tour e diverse esperienze vissute nel corso di questi quattro anni. Il suo nuovo volto presenta e offre diverse sfaccettature, declinate nei 12 pezzi che compongono il disco, ciascuna con una propria identità ben definita, con una personalità chiara e identificabile. La musica di Bonobo compie un passo avanti con quest’album, di cui ‘migrazione’ non costituisce solo l’accattivante titolo. Il dj britannico stempera il suo spirito elettronico, diluendolo con nuovi e diversi elementi musicali. Migra verso atmosfere dal fascino etnico con il singolo Bambro Koyo Ganda, realizzato in collaborazione con la band nordafricana Innow Gnawa, o con la ritmica e ipnotica Kerala (di cui vi raccomandiamo il video, valido e interessante da un punto di vista di scelte visual ed esattamente in linea con il sound del pezzo), che richiama le sue origini nel dubstep, così come Outlier.

Sulla migrazione Simon Green ha dichiarato: «La mia idea personale di identità è racchiusa musicalmente in questo album e nel tema della migrazione. Casa è dove ti trovi o il luogo da cui provieni, o quello in cui andrai? È interessante come una persona riceva delle influenze di una parte del mondo e si sposti con queste influenze ‘contaminando’ un’altra parte del mondo. Con il tempo, le identità dei luoghi si evolvono». Di altre e molteplici influenze sono intrisi i singoli No Reason, Surface e Break Apart, frutto del lavoro di incisione rispettivamente con: Nick Murphy (meglio noto come Chet Faker), Nicole Miglis e Rhye. Tre pezzi dal fascino indie, diversi tra loro, con ritmi e cadenze proprie e il cui lato malinconico arricchisce il disco. Spazio anche allo strumentale, Second Sun e Migration sono manifestazione della sua capacità di compositore e arrangiatore.


Migration è un viaggio musicale ed emozionale, attraverso cui Bonobo ha cercato di guidarci nel corso della serata al Razzmatazz di Barcellona. Sostenuto dagli elementi visual e grafici (notevole opera dell’artista Neil Krug), una perfetta cornice alla sua musica, Simon Green è riuscito a trasmettere lo spirito eclettico e caleidoscopico dell’album e della sua propria identità di artista. Ad accompagnarlo in questo concerto c’è stata l’elegantissima Szjerdene, cantante con cui collabora abitualmente. La sua voce morbida e soave è in perfetta armonia con i suoni caldi dei pezzi che accompagna, offrendo valide reinterpretazioni dal vivo (giusto un po’ carente nel confronto con Nick Murphy su No Reason). Sul palco, oltre a chitarra e impianto dj di Bonobo, anche tastiera, batteria e sassofono per un live riuscito, che ha intrattenuto i fan nel corso dell’ora e mezza dell’evento, sold out da svariate settimane. Un perfetto equilibrio nella scaletta scelta per la serata: un azzeccato mix tra i nuovi brani e quelli che hanno segnato la carriera del cantante, come Kiara e Kong, alternando sapientemente canzoni lente e ritmate, con un risultato degno di nota.

Szjerdene nel concerto di Bonobo (al Razzmatazz di Barcellona)

Sound innovativo e coinvolgente, un mix di strumenti dal vivo e suoni registrati hanno creato l’atmosfera adatta a coinvolgere e convincere i presenti, sia quella parte di pubblico presente per ascoltare e ballare sui nuovi pezzi che coloro i quali lo seguono dagli inizi e desideravano ascoltare live i suoi cavalli di battaglia. Bonobo si è mostrato nella sua totalità di dj, produttore, direttore d’orchestra, musicista. Gli strumentisti si alternavano sul palco in base ai pezzi, così come Szjerdene. L’assenza di uniformità musicale è stato, a mio modesto parere, l’elemento vincente della serata, un’ottica a tutto tondo sulla concezione musicale di Green. Kerala (verso la chiusura) è stata il plus del concerto, pezzo che si conferma tra i più forti del disco. Migration, seppure ricco di elementi, raccoglie sperimentazioni sicure, un lavoro che conferma il valore e l’intelligenza artistica di Bonobo.

Domenico Defrancesco

Domenico Defrancesco

Classe 1991, calabrese di origine e romano d’adozione. Un passato a Mosca e un presente a Barcellona completano, a oggi, il quadro geografico degli spostamenti.
Imparare è la mia parola d’ordine: sono curioso, interessato a ciò che mi circonda e affascinato dalle sfide, di qualunque tipo esse siano. Appassionato di lingue, fotografia, arte, viaggi, musica, cinema e libri. Una triennale in lingue e traduzione e un master in marketing e comunicazione supportano il lavoro come web content writer.
Domenico Defrancesco

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