Davide Dattoli, Talent Garden TAG

TALENT GARDEN.
Faccia a faccia con
Davide Dattoli

C’è un antico proverbio africano che dice: “Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme è la realtà che comincia”. Ed è un po’ il principio che si nasconde dietro la nascita di Talent Garden, la maggiore rete di coworking italiana. Talent Garden è uno spazio aperto dove si lavora, si apprende e si condivide. Un luogo in cui i professionisti del digitale si contaminano per costruire insieme un futuro migliore.
Davide Dattoli, il suo giovane fondatore, ce l’ha raccontata così.

Da cosa deriva il nome “Talent Garden”?
«Il nome deriva dalla centralità che vogliamo dare al talento e dalla sua espressione all’interno di uno spazio fisico. Talent Garden nasce proprio dall’idea di creare una piattaforma materiale dedicata ai migliori talenti del digitale.»

Se dovesse descrivere Talent Garden con tre aggettivi, quali sarebbero?
«Contaminazione, condivisione e passione sono i valori fondanti di Talent Garden.»

C’era un sogno prima di Talent Garden?
«Il sogno è sempre stato quello di creare uno spazio (e un network) per mettere in contatto professionisti e giovani che studiano o lavorano nell’ambito del digitale e delle nuove tecnologie.»

Davide Dattoli, Talent Garden TAG

Quali sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere nei prossimi 3 anni?
«Nell’immediato futuro puntiamo a espandere ulteriormente la rete Talent Garden. Il 2016 si è concluso con un round di finanziamenti da 12 milioni euro, mentre nei soli primi tre mesi di quest’anno abbiamo aperto un nuovo spazio di coworking di 5.000mq a Vienna. Nei prossimi 3 anni vogliamo continuare a seguire questa direzione, puntando sempre più in alto. I nostri obiettivi sono quelli di estendere la nostra offerta, in maniera sempre più capillare anche in Italia, e di portare i programmi di formazione di TAG Innovation School nei mercati esteri dove siamo già presenti.»

È veramente possibile connettere le persone nell’era dell’individualismo?
«Sì, lo è, e Talent Garden ne è un chiaro esempio. La collaborazione e lo scambio di competenze sono all’ordine del giorno all’interno dei nostri spazi di lavoro. Viviamo in un mondo digitale, iper-connesso, dove veniamo quotidianamente bombardati da stimoli nuovi. Nonostante ciò, la fisicità è ancora un elemento profondamente aggregante

Talent Garden Milano, spazio di coworking

Talent Garden fa pensare a crescita e miglioramento, come si crea il futuro?
«Il futuro nasce dall’incontro. Talent Garden è nato proprio dall’esigenza di un gruppo di amici di condividere uno spazio di lavoro. Questa condivisione porta a un proficuo scambio professionale e umano, alla contaminazione di idee e alla creazione di nuovi progetti. A Talent Garden si ritrovano i migliori talenti del digitale e dell’innovazione, che decidono di entrare nel nostro network non solo per gli spazi di lavoro, ma anche per la community, gli eventi e la possibilità di fare networking. Tutti questi ingredienti sono alla base della costruzione del futuro.»

Se dovesse invitare i giovani a fare qualcosa, cosa li inviterebbe a fare?
«Li inviterei a credere nelle proprie passioni e a impiegare tutte le loro energie per trasformarle in veri e propri progetti di lavoro. Il successo di Talent Garden è la prova che l’impegno, l’energia e la determinazione sono il concime giusto per una coltura florida e la condivisione, la chiave per il suo sviluppo.»

 


Davide Dattoli è founder e CEO di Talent Garden SpA – la piattaforma fisica dove creativi e professionisti del digitale lavorano, imparano e entrano in contatto. La rete di Talent Garden conta oggi 18 campus, in 6 Paesi europei. Davide è Board Member di Digital Magics, incubatore di startup digitali che forniscono prodotti high-tech, quotato alla Borsa di Milano.
Nominato da Wired uno dei TOP 5 innovatori in Italia, ha partecipato come speaker a eventi nazionali e internazionali tra i quali Wired Festival, TEDx, Ambrosetti Forum, per parlare di temi relativi a innovazione, tecnologia e Digital Trasformation.
Prima di fondare Talent Garden, Davide è stato senior consultant per il gruppo Condé Nast, Il Sole 24 Ore e Il Giornale di Brescia. Ha tenuto lezioni e conferenze presso le Università di Brescia, Roma, LIUC a Castellanza, l’Università di Economia Bocconi – Milano e London Business School.

Ilaria Forniti

Ilaria Forniti

Isabelle Allende: «Mi innamoro a squarciacuore dei dettagli».
Leggo molto, mi piacciono le montagne, quelle che cadono a picco nei grandi laghi, il colore intenso della vegetazione, mi fanno sentire libera; per questo tra nome e cognome ci ho messo l’Alaska. Per ricordarmi che tutti abbiamo dentro un posto puro e incontaminato da percorrere.
Amo i paesini dimenticati, quelli dove gli anziani risalgono le salite a fatica con la legna per la stufa. E capire che diventa inverno quando le strade si riempiono dell’odore di fumo e il cielo di nuvole artificiali. Mi piace fotografare i pezzi che nessuno guarda; lì, trovo spesso il senso della poesia e la forza dirompente dell’umanità. Canto sottovoce, di continuo. Scrivo, come terapia. Non amo l’estate, il caldo mi sfianca.
Sono sbadata, inciampo. Per questo, non porto quasi mai i tacchi. Credo nella cultura, nel progresso, nell’intelligenza, nei tratti sani della modernità, nella comunicazione a cuore aperto, quella senza inganni, quella che informa e libera, nella verità più che nelle convinzioni, nella conoscenza senza pregiudizio e in quella parte di uomini che hanno scelto di credere che "crescere" non significa "invecchiare".
Ilaria Forniti

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