Brancaleone e la Morte di Marcello Crescenzi aka Rise Above

MARCELLO CRESCENZI.
Rise Above

Sulla scrivania di Marcello Crescenzi ci sono una matita, un portapenne, una pila di bozzetti, molti libri e un dodecaedro di marmo nero a fermare le scartoffie.

«Un disegno pesa quanto anni di scuole, letture, esercizio, sacrifici, prese di posizione; un disegno pesa una vita + la grammatura della carta usata.
Non poco per un pezzo di carta.»

Ci racconti cos’è Rise Above?

«Rise Above è il nome che diedi al mio progetto di illustrazioni. Quando decisi di fare un sito mi imbarazzava prenderlo con il mio nome, mi sembrava un po’ troppo pomposo e scelsi di acquistare il dominio con quel nome preso da una canzone dei Black Flag, gruppo che amo molto, per il significato che esortava a fare di meglio, a superarsi ma anche a superare le difficoltà.»

Mosaic Dagon di Marcello Crescenzi aka Rise Above

La musica è una tua grande passione, quali autori ascolti mentre crei?

«In questo periodo molta musica classica e progressive rock anni settanta, in generale molto rock classico, blues e country.»

L’altra tua grande passione è il cinema. Se dovessi scegliere un film per raccontare la tua vita, quale sarebbe e perché?

«Live at Pompei dei Pink Floyd. Perché è musica e cinema assieme – così ce le metto tutte e due – e perché racchiude tutta una certa epica visionaria tra storia e fantasia, antico e moderno, che mi contraddistingue. Vedendolo la prima volta ne rimasi ossessionato.»

Tra le numerose leggende che hai (sapientemente) narrato, qual è la tua favorita?

«Grazie innanzitutto per il “sapientemente”! Tutto il progetto sui fantasmi del folklore romano mi ha divertito e arricchito nel farlo, tra questi quello che mi è piaciuto di più ricapitolare e rendere è stato quello di Athanasius Kircher. Un uomo incredibile con una storia personale ancora più incredibile. Un sapiente rinascimentale fuori tempo massimo il cui fantasma secondo le credenze popolari si aggirerebbe nelle aule del suo museo personale che non riesce ad abbandonare e che oggi è la gigantesca biblioteca del Collegio Romano. Una sorta di spirito custode della cultura legato al sapere in vita e dopo la morte.»

Umberto Eco per Link di Marcello Crescenzi aka Rise Above

Il cliente che hai amato di più, nella tua carriera?

«Ad oggi credo Carhartt, perché hanno sempre mostrato grande rispetto verso le mie proposte e non solo non hanno aggrottato la fronte quando ho presentato grafiche tratte dalla mitologia mesopotamica o dalle rovine romaniche ma anzi ne sono stati entusiasti! È difficile trovare, ad un livello così alto e mainstream, un’apertura e collaboratività tali.»

Qual è la tua opera d’arte preferita e perché?

«Il gruppo scultoreo del Laocoonte conservato ai Musei Vaticani. Forse è una scelta un po’ scontata ma da ragazzino, quando mi trovai di fronte alla statua, provai un’emozione forte che è rimasta in me. Avvertii un’empatia, un dispiacere profondo, per quell’uomo e i suoi figli straziati ingiustamente che ancora oggi quando vado a visitarlo mi scuote e provo un grande rispetto per il suo dolore. Dalle lodi che ne scrisse Plinio al riguardo fino ai milioni di visitatori che, ogni anno, rimangono ipnotizzati lì davanti nel cortile ottagono dei Vaticani, passando per Michelangelo e via via tutti i manieristi del cinquecento italiano, c’è una forza nel Laocoonte che non smette di colpire le persone attraverso i secoli e le culture. Con il cervello amo una lista enorme di opere tutte parimenti, ma con il cuore il Laocoonte è indubbiamente al primo posto!»


Marcello Crescenzi è un illustratore nato a Roma, dove lavora. Si occupa di illustrazione dal 2006, con il suo progetto Rise Above: collabora con ogni tipologia di media e cliente, dall’istituzionale all’indipendente, stampato e online.

Il suo focus è preferibilmente sul folklore, il fantastico e la storia cercando quanto possibile un dialogo tematico e stilistico tra classico e contemporaneo.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

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