Federica Lissoni so#photo - fotografa

FEDERICA LISSONI.
Raccontare con le immagini

La fotografia può diventare uno strumento per narrare persone, progetti, attività e idee. Federica Lissoni ci racconta il suo essere fotografa tra lavoro, passione e contaminazioni.

Qual è la storia di te come fotografa?

«La mia storia come fotografa è molto controversa. Ho iniziato a usare una macchina fotografica molti anni fa… Non so dire neanche quanti con esattezza (forse 20?), ma avere in mano quell’oggetto mi rendeva ancora più timida, quindi per il primo anno penso di aver scattato solo dalla finestra della mia camera! Poi piano piano la mia passione è cresciuta, finché la fotografia è diventata un mezzo per parlare della cosa che più amavo, la danza. È così che ho realmente iniziato nel mondo della fotografia, come fotografa di scena. Ma è un settore che purtroppo non ti aiuta a pagare l’affitto, quindi mi sono rassegnata e per anni ho fatto mille lavori, ma non ho mai abbandonato la mia macchina fotografica – “la mia bambina”, come la chiamo io! La passione e l’interesse non mi ha mai lasciata, ma è solo da un paio d’anni che mi sono detta: “io sono una fotografa… Quindi, se lo sono, cosa posso fare nella vita se non la fotografa?”. In fondo è quello che sono, così eccomi qui, decisa e lanciata verso una professione difficile e sempre più competitiva. Il mio rapporto con la fotografia lo paragonerei al rapporto che si ha con se stessi, un amore/odio continuo, una continua ricerca e scoperta, una relazione a cui non puoi rinunciare e che avrai per sempre».

Federica Lissoni so#photo - Fotografa

A che tipo di fotografia ti dedichi?

«Sono tre i generi principali che attualmente seguo a livello lavorativo: reportage, interni e still life. Il reportage è un genere molto ampio, che va dagli eventi, ai matrimoni, alla street photograpy e probabilmente il termine più adatto è storytelling, cioè raccontare una storia, nel mio caso attraverso le immagini. Lo still life, invece, è un genere di fotografia principalmente da studio, un genere che amo particolarmente e che trovo rilassante: immaginate di avere una stanza a vostra disposizione, musica, luci, un tavolo e un oggetto da mostrare, da raccontare attraverso degli scatti, molto spesso uno scatto solo che sappia esaltarne le linee e i colori attraverso la luce. La fotografia di interni invece è un genere che nasce dalla fotografia di architettura e qui si tratta di esaltare un ambiente in diverse prospettive, raccontare uno stile o un arredamento particolari, entrare nella mente di chi ha ideato quegli spazi, di chi li ha vissuti o li sta vivendo».

Racconti visionari e so#photo lab: ci racconti queste contaminazioni?

«(sorrido, sorrido parecchio!!) Sono entrambi dei progetti a cui tengo molto: “racconti visionari” è una collaborazione nata da un incontro casuale sul web. Un giorno vedo su Instagram un like di un certo Inventore di mostri: il nome mi ha attirato e mi è venuta voglia di sapere chi fosse questo personaggio… E ho scoperto che era una lei, che questa lei scriveva e che scriveva cose che mi piacevano molto, ho dato un’occhiata al suo blog e mi sono detta “pensa che figata sarebbe se lei scrivesse dei racconti basandosi sulle mie fotografie o viceversa”! Detto fatto, le ho scritto, le ho chiesto se aveva voglia di prendere parte al progetto, direi che è stata molto veloce nel rispondere sì!! Ora dobbiamo uscire con il racconto visionario n.10, siamo diventate amiche e quando possiamo ci incontriamo… Questa è la magia e la meraviglia del web!!
So#photo lab invece è un progetto in divenire, sta cambiando e continuerà a cambiare, probabilmente cambierà nome e forma, non posso ancora dare informazioni precise ma posso dire che è un progetto nato dalla collaborazione con un’illustratrice, che si è interrotto per cause di forza maggiore, ma che ora stiamo provando a far funzionare di nuovo. Tutto nasce dalla voglia di sperimentare e utilizzare le fotografie in un modo meno convenzionale, facendole diventare, per esempio, gioielli da indossare. Insomma, utilizzare il lavoro manuale per creare qualcosa di unico, che sia fotografia pura o fotografia illustrata».

Federica Lissoni so#photo - Fotografa

Da cosa nasce la passione per il minimal che emerge dal tuo sito?

«Il minimal è uno stile di vita, un modo di vedere le cose, un approccio visivo ben preciso: non so dirti onestamente da dove nasce, ci sono arrivata per gradi e con il tempo, ma può cambiare. La fotografia rispecchia il punto di vista del fotografo, il suo modo di vedere le cose e il mondo… E ora ho voglia di semplicità, di linee e forme pulite».

Prossimi progetti?

«Per ora i miei progetti principali restano quelli che ti ho descritto prima, non ho altro in cantiere, perché il progetto più grande ora lo sto costruendo su me stessa, sul mio lavoro e sulla mia voglia di essere una fotografa!»

 


Federica Lissoni, fotografa: osserva e cattura. Ogni fotografia è un racconto, un ricordo, un’emozione.
Diplomata allo IED di Milano nel 2005, freelance dal 2016, fotografa da sempre.
L’autenticità e la semplicità sono le sue parole chiave, quelle in cui non smette di credere, quelle che cerca di far trasparire nel suo lavoro.

Valeria Zangrandi

Valeria Zangrandi

Laureata in psicologia (con una tesi sulle forme contemporanee di scrittura e comunicazione), ho lavorato come ricercatrice presso il dipartimento di sociologia dell’Università di Parma, responsabile della comunicazione per un’associazione culturale attiva nell’ambito della formazione, editor e correttore di bozze per diverse case editrici, ufficio stampa e copy edit.
Attualmente sono copywriter e social media manager e lavoro come libera professionista.
Il filo rosso di queste deviazioni? La scrittura, le parole, le storie.
http://www.valeriazangrandi.com
https://linventoredimostri.wordpress.com
Valeria Zangrandi

Comments are closed.