Valeria Zangrandi copywriter, social media manager e inventore di mostri (e storie minuscole)

VALERIA ZANGRANDI.
Social media? Copiamo gli insetti!

Valeria Zangrandi si occupa di scrittura web e social per le aziende e le piccole attività: è fermamente convinta che ogni business possa migliorare se si racconta nel modo giusto e lei può aiutare a costruire questo racconto. Giorno per giorno.

«I desideri sono come i mostri. Nel senso che possono farci molta paura e a volte (spesso) cerchiamo di non farli uscire da sotto il letto, o dall’armadio, che altrimenti chissà cosa succede. Ma poi, pure se non li facciamo uscire, mica vuol dire che se ne sono andati. Vuol dire solo che sono nell’armadio o sotto il letto. Fermi, immobili, che respirano piano e magari si muovono con attenzione per non scricchiolare e non farci spaventare, ma non sono andati da nessuna parte».

Chi è Valeria Zangrandi?
«Valeria Zangrandi è una ragazza (si può ancora dire ragazza a 34 anni, vero?) che ha imparato a cambiare strada per inventarsene una sua. Ok, smetto di parlare in terza persona che mi mette a disagio… Ho cambiato strada diverse volte, dicevo, ma a guardarla adesso, la strada, con un pochino di distanza, ho capito che c’era una cosa che mi ha sempre guidato, le mie bricioline sul sentiero: la scrittura, le storie, le parole.
Ho studiato Psicologia, ho lavorato in università, collaborando a ricerche sulla sociologia della narrazione, poi sono stata correttore di bozze – una maledizione che adesso mi fa notare i doppi spazi quando vorrei solo perdermi in una bella trama – e, da quattro anni, lavoro come copywriter e social media managerfreelance dall’inizio del 2016. In tutto questo, nonostante le deviazioni, c’è l’amore per le storie, per le parole scritte bene, per la bellezza di raccontare qualcosa.
Sono stata fortunata, ho trasformato un amore in un lavoro».
Valeria Zangrandi copywriter, social media manager e inventore di mostri (e storie minuscole)

…E chi è invece l’inventore di mostri?
«L’inventore di mostri sono sempre io e quello è il nome del mio blog personale, che ho aperto più o meno tre anni fa perché mi era nato il bisogno di un posto, proprio uno spazio fisico, dove scrivere storie, parlare di libri, raccontare senza il bisogno di un calendario editoriale o di un piano di pubblicazione. L’inventore di mostri è il mio spazio libero.
Il nome è strano, lo so. È nato da una cosa che ho capito. Stavo sbirciando in Internet e ho scoperto il libro Post-it monster di John Kenn Mortensen – che, parentesi, è una roba stupenda! – e ho iniziato a immaginarmi il signor Mortensen che fa il suo lavoro di sceneggiatore e ogni tanto prende un post-it e ci disegna dei mostri, così belli che diventano storie, ma storie improvvisate, con una penna e un fogliettino giallo adesivo. E allora ho pensato che scrivere è quella cosa lì, che non bisogna mica aspettare l’ispirazione definitiva ma a volte basta un post-it. Ecco, il blog è il mio mazzetto di post-it, ogni tanto ne prendo uno e ci scribacchio qualcosa».
Le storie minuscole di Valeria Zangrandi e Giovanna Petrone

Di cosa parlano le tue storie minuscole?
«Le storie minuscole sono un progetto che mi ha accompagnata per tutto lo scorso anno. È nato che il 2015 stava finendo: la mia amica Giovanna mi ha scritto che nel 2016 avrebbe voluto disegnare qualcosa ogni giorno e che le sarebbe piaciuto avere parole che la ispirassero. “Ti va di darmele tu, queste parole?”, mi ha chiesto, e io ho detto di sì. Così dal 1 gennaio, ogni giorno, sul suo profilo Instagram, è uscita una nostra storia minuscola: poche parole e disegni, colori e ritagli.
Le storie minuscole hanno raccontato attese, incontri, pianti così belli da confondere il mondo intero, desideri, gesti piccoli e apparentemente casuali, odori, favole raccontate alla notte, viaggi impossibili e metamorfosi. Cose piccolissime.
Adesso il progetto si è chiuso, con la fine dell’anno, ma le storie continuano a viaggiare, in marzo saranno esposte a Forlì e poi chissà…»

Copiare gli insetti sui social media, come e perché?
«Parto dal perché. A novembre dello scorso anno sono stata a un corso di entomologia, un corso breve ma intenso, come diceva il titolo. Mi ero iscritta perché avevo bisogno di uscire dalla mia bolla, di fare altro, di imparare qualcosa che apparentemente non mi sarebbe servito a niente. E che, come tutte le cose che apparentemente non servono a niente, mi ha fatto venire delle idee e mi ha fatto capire che, se vogliamo comunicare bene, dobbiamo copiare gli insetti.
E qui arrivo al come. La comunicazione degli insetti ha un fine preciso, non si muovono a caso, hanno una strategia e la attuano cercando di essere efficaci (non perfetti, efficaci!): messaggio semplice, obiettivo raggiunto.
E qui mi si obietterà che è facile per loro, la natura è una macchina perfetta. E invece no. Invece ho imparato che la natura è un sistema di compromessi, quindi non abbiamo scuse che tengano: possiamo essere più efficaci pure noi e può esserlo la nostra comunicazione.
P.S. A marzo andrò al secondo corso di entomologia e non vedo l’ora di farmi ispirare di nuovo!»
Valeria Zangrandi copywriter, social media manager e inventore di mostri (e storie minuscole)

Tre consigli per i nostri lettori (a tua scelta su vita reale, brand, social media & dintorni)…
«Consiglio 1, sulla comunicazione, che è anche il messaggio che vorrei trasmettere con il mio lavoro: raccontarsi, sempre. Si pensa ancora che la comunicazione di un brand debba essere solo commerciale, promozionale, orientata al business. Beh, non funziona così. Le narrazioni che funzionano sono quelle che regalano qualcosa in più, che coinvolgono, che raccontano anche la quotidianità del dietro le quinte. Provate e ditemi se non funziona!
Consiglio 2, sulla scrittura: leggete, leggete tanto, leggete tutto, leggete cose che non c’entrano niente con quello che scrivete. Innamoratevi delle storie, delle parole. Perché la vostra scrittura vi ringrazierà ma soprattutto perché è bello e basta.
Consiglio 3, in generale: siate curiosi. Sempre. Le idee migliori nascono facendo cose nuove, chiedendosi “perché no?”. La curiosità è una cosa che un po’ complica la vita, è vero, ma senza saremmo proprio tristi».

Il tuo prossimo progetto?
«Tanti progetti piccoli. Sto lavorando alla mia futura newsletter (che partirà a marzo), a un corso sulla scrittura web che terrò a Parma (ad aprile), nello spazio di coworking dove lavoro, a un progetto speciale per chi mi segue che arriverà in estate e che per ora non posso raccontare ma prometto che vi dirò tutto.
Mio nonno una volta mi ha detto “devi sempre avere un progetto, anche solo montare una mensola”. Ecco, a me è sembrata una cosa molto bella quindi i progetti nuovi cerco di non farmeli mai mancare».

 

Credits: Valeria Zangrandi ritratta da Federica Lissoni so#photo


Valeria Zangrandi è laureata in psicologia, con una tesi sulle forme contemporanee di scrittura e comunicazione, ha lavorato come ricercatrice presso il dipartimento di sociologia dell’Università di Parma, responsabile della comunicazione per un’associazione culturale attiva nell’ambito della formazione, editor e correttore di bozze per diverse case editrici, ufficio stampa e copy edit.
Attualmente è copywriter e social media manager e lavora come libera professionista.
Il filo rosso di queste deviazioni? La scrittura, le parole, le storie.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Social Media & Content manager di Just Baked. Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

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