mostra mattotti a villa manin

LORENZO MATTOTTI.
L’arte senza confini

Ne ha fatta di strada Lorenzo Mattotti dai primi anni Ottanta quando con un gruppo di altri disegnatori fondò Valvoline. Una delle sue ultime fatiche è la mostra Sconfini, dove la prima lettera, la S, è fondamentale per il ponte che getta tra viaggi, amori, esperienze di vita e di lavoro alle quali attinge per creare le sue tavole.
La mostra, curata da David Rosenberg, è ospitata fino al 19 marzo 2017 nella Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine), dopo il successo della prima tappa a Landerneau, in Bretagna.

Disegnatore, illustratore, artista, forse prima di tutto viaggiatore nel mondo fuori e nel mondo dentro di sé, Mattotti ha selezionato oltre 300 opere tra quaderni, disegni, tele e filmati d’animazione. Come pezzi di un puzzle compongono il mosaico della sua ispirazione, sempre seguendo il filo di un colore potentissimo.

mattotti sconfini
Tante le illustrazioni che ha realizzato per i classici, tra cui Hansel e Gretel e i Racconti Analitici di Freud, ma anche bozzetti di moda ispirati a Vivienne Westwood, ad esempio, in un caleidoscopio di riferimenti diversi che ricordano l’eclettismo e la grande forza visiva degli affiches di Toulouse-Lautrec o delle caricature di Daumier.

Diverse sono anche le tecniche che impiega – dall’acquerello, alla china, dal tradizionale pastello all’acrilico – e i formati, da piccoli fogli per appunti a enormi tele esposte nelle gallerie. Il suo segno si fa grafico o si ammorbidisce in un colore soffuso e sfumato, ma sempre fortemente espressionistico.

mattotti sconfini

È bene non aspettarsi nulla prima di visitare questa mostra, abbandonare luoghi comuni e preconcetti. Sciogliere il più possibile i nodi che legano ai propri personali limiti e seguire i passaggi, gli sconfinamenti di senso e di genere che Mattotti, curioso del mondo e dei sentimenti, distribuisce a piene mani tra un libro e un manifesto, un’illustrazione e uno schizzo.

Chiara Ciolfi

Chiara Ciolfi

Se la curiosità è femmina allora io sono “femminissima” perché questa è sempre stata la molla che mi ha spinto a chiedere, studiare, parlare con persone diversissime tra loro e mettere il naso in tanti campi differenti. Dopo una laurea in Storia dell’Arte e un Master in Comunicazione non dà segni di diminuire e allora le collaborazioni editoriali si moltiplicano per poter raccontare l’arte, la cultura, il cinema, le persone e le idee. In attesa che le giornate si allunghino a 48 ore lavoro con associazioni culturali come guida e promuovo workshop e progetti per la didattica dei beni culturali, continuando allo stesso tempo a occuparmi di eventi. Se il premio è un bel concerto o un’anteprima cinematografica, come tirarsi indietro?
Chiara Ciolfi

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