blue ocean strategy

MARKETING.
Strategia Oceano Blu: vincere senza competere

Se parlassimo a un imprenditore un po’ attempato (e lo abbiamo fatto) di gestione della performance, Value Methodology, Gestione per Processo, Social & Content Marketing, cosa farebbe?
Lui si è guardato intorno in cerca di un’ispirazione divina che riuscisse a fargli evitare una figura imbarazzante, poi ha letteralmente detto con gli occhi “Eccola!”, invitando un malcapitato passante (impiegato) a unirsi a noi, per dissolversi dietro un elegantissimo: “Vogliate scusarmi, devo scappare”.

Vecchia mentalità e nuove realtà non sono sempre compatibili. Ma che il mondo del business è cambiato e continua a cambiare è un processo in atto e come disse il caro Darwin, sopravvive chi sa adattarsi.
Se invece di scappare, mi avesse ascoltata, gli avrei detto: “Lo sa che può vincere senza competere?”.
E non gli avrei chiesto di fidarsi di me, questo è ovvio, ma di due tali, W. Chan Kim e Renée Mauborgne, che pare abbiano venduto 3,5 milioni di copie con questa teoria.

blue ocean strategy

Si chiama Strategia Oceano Blu ed è un nuovo modo di pensare che si basa sul principio sintetizzato da Tom Peters con il motto distinct or estinct.
Nuovo nel vero senso del termine perché, molto sinteticamente, la strategia consiste nel saper creare nuovi mercati.

Quindi, le aziende dovrebbero imparare a dire addio al concetto obsoleto di concorrenza (e allo spirito di sorpasso che ha trasformato il marketing in una maratona per atleti) e cominciare a sfruttare le analisi come terreno fertile per innovazione e crescita.

Oceano Blu significa individuare un modello nuovo, un’area incontrastata dove le aziende possono riavvicinare la produttività al concetto di innovazione, creatività, pensiero laterale e problem solving strategico.
Oceano Blu è impara a distinguerti, invece di sprecare risorse in lotte estenuanti contro il nemico, trova campi di azione inesplorati.
Come procedere? Leggetevi il libro!

Ilaria Forniti

Ilaria Forniti

Isabelle Allende: «Mi innamoro a squarciacuore dei dettagli».
Leggo molto, mi piacciono le montagne, quelle che cadono a picco nei grandi laghi, il colore intenso della vegetazione, mi fanno sentire libera; per questo tra nome e cognome ci ho messo l’Alaska. Per ricordarmi che tutti abbiamo dentro un posto puro e incontaminato da percorrere.
Amo i paesini dimenticati, quelli dove gli anziani risalgono le salite a fatica con la legna per la stufa. E capire che diventa inverno quando le strade si riempiono dell’odore di fumo e il cielo di nuvole artificiali. Mi piace fotografare i pezzi che nessuno guarda; lì, trovo spesso il senso della poesia e la forza dirompente dell’umanità. Canto sottovoce, di continuo. Scrivo, come terapia. Non amo l’estate, il caldo mi sfianca.
Sono sbadata, inciampo. Per questo, non porto quasi mai i tacchi. Credo nella cultura, nel progresso, nell’intelligenza, nei tratti sani della modernità, nella comunicazione a cuore aperto, quella senza inganni, quella che informa e libera, nella verità più che nelle convinzioni, nella conoscenza senza pregiudizio e in quella parte di uomini che hanno scelto di credere che "crescere" non significa "invecchiare".
Ilaria Forniti

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