lavoro cambiato

RESILIENZA.
Il lavoro del futuro

Avete notato? Le attività, da un po’ di tempo, hanno tutte un nome inglese. Non è strano: essendo cambiato il mondo, è cambiato anche il lavoro e il modo di definirlo.
Sono in sviluppo le attività concentrate in tre aree: l’economia verde, i servizi sanitari, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Il lavoro, così come lo conoscevamo, non esiste più. Due generazioni fa, le mamme italiane allevavano i propri figli con la classica triade: «Attento ad attraversare, maglia di lana, posto sicuro». Che tenerezza! Poi, una generazione fa, le mamme hanno incominciato a rassegnarsi al precariato.

Oggi, nonni e genitori, se possono, aiutano i figli a sopravvivere in queste tipologie di precariato e li aiutano ad accettare il fatto che dovranno cambiare due o tre volte tipo di attività nella loro vita. Ovviamente, per ricambiare la cortesia, i giovani si occuperanno di nonni e genitori facendo gli home carer, o gli experimental therapist, e se saranno medici, si occuperanno di memory augmentation surgeon, aiutando gli anziani a conservare la memoria.

lavoro del futuro

Come si vede, i giovani parleranno sempre meno italiano e dovranno eccellere nell’adattabilità, perché potrebbero dover fare le guide turistiche spaziali o i filosofi di etica delle nuove scienze.
Ma potrebbero anche occuparsi di nanotecnologie e biotecnologie facendo il body part maker (colui che produrrà in laboratorio membra o tessuti per ricostruire il corpo umano) o il nano-medico, che creerà micro/impianti di monitoraggio della salute.
Non è escluso che facciano il bioinformationist (lo scienziato che combinerà la genetica con lo sviluppo di medicinali e terapie cliniche) o il geomicrobiologist che studierà come i microrganismi possono dare nuovi farmaci o combattere l’inquinamento. Sono in sviluppo l’energy manager, che dovrà tagliare i consumi di edifici pubblici, privati e aziende. Il manager delle stazioni di rifornimento d’idrogeno e il riciclatore di uranio, per convertire quello usato a fini militari in materiale per le centrali nucleari. Contro l’esplosione delle emissioni nocive si svilupperà il traceability manager, che studierà l’intera catena dei fornitori per evitare di comprare prodotti troppo inquinanti, o il cloud controller, che verificherà la capacità di riflettere le radiazioni solari delle nuvole sopra le nostre teste. E, ancora, il riciclatore tecnologico, per smaltire o riciclare la tecnologia in disuso.

lavoro futuro

Ma, per persone che cercano attività più normali, ci sarà posto anche per attività miste: il compcierge, cioè il portiere d’albergo addestrato per guasti a computer e informatica, o il broadband architect, un elettricista del futuro capace di organizzare i contenuti interattivi di internet sulle tv in casa.
Nell’ambito della realtà aumentata, avanzerà il digital architect, evoluzione dell’odierno architetto che disegnerà edifici virtuali. In ascesa anche gli esperti delle stampanti 3D, che utilizzano materiali plastici sparati dal laser per costruire oggetti a piacimento.

Ma, potrebbero pensare le nonne, non esisteranno più dei lavori normali? Come no.
In forte crescita ci sono gli autisti, i giardinieri, i riparatori di biciclette, gli idraulici.
Ma non è sicuro che i giovani vogliano fare questo. Dopo tanti anni studio, forse, hanno ragione. O no?

Enrico Cogno

Enrico Cogno

ENRICO COGNO (Torino, 28 aprile 1937) sociologo, giornalista, formatore, risiede a Roma dal 1966. E’ stato responsabile della comunicazione di gruppi internazionali e formatore presso e le maggiori organizzazioni (vedi i dettagli su: www.enricocogno.it).
Attualmente è: docente presso LUISS per l’Executive MBA; docente dell’area Creatività e Comunicazione Pubblicitaria (Facoltà di Scienze della Comunicazione) presso UTIU – Università Telematica Internazionale UniNettuno; Membro della Faculty di CONSEL (Gruppo ELIS); Direttore del Master in Communication Management del Centrostudi Giornalismo e Comunicazione; Direttore Responsabile di LUXORY, periodico dell’eccellenza del Made in Italy.
E’ stato vice presidente della FERPI (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche) ed è consulente e formatore dell’Ordine del Dottori Commercialisti di Roma.
Enrico Cogno

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