Erik Wahl

ERIK WAHL.
L’Arte della Visione

Erik Wahl è un graffiti artist di livello internazionale, autore di best seller e imprenditore di successo. Erik ridefinisce il termine keynote speaker ed è, oggi, uno degli speaker più richiesti. La sua pittura senza soluzione di continuità diventa una metafora visuale del cuore del messaggio, incoraggiando le organizzazioni a generare profitti tramite le innovazioni e un livello di prestazioni superiori.
La lista dei suoi clienti include AT&T, Disney, London School of Business, Microsoft, FedEx, Exxon, Mobil, Ernst&Young e XPrize. È anche stato un TED presenter.
Le risposte ricevute dal pubblico hanno avuto dell’incredibile, con tanto di standing ovation a dimostrarlo. Il suo libro sul business più venduto, UNTHINK è stato lodato da Forbes Magazine come il piano per la creatività proattiva e da Fast Company Magazine come provocatorio ma con uno scopo preciso.

Erik ci porta nel suo studio e svela gli aneddoti e i dettagli tecnici dietro alcuni dei suoi dipinti preferiti. La sua comprensione dei meccanismi della visione è nata alla scuola della delusione. Dopo una carriera di otto anni come socio in un’azienda, era frustrato dalla mancanza di un pensiero innovativo e dal corrispondente profitto che vedeva negli affari. Così decise di sfidare le aziende a cambiare il proprio modo di pensare, seguendo allo stesso tempo le sue passioni individuali. Riscoprì il suo amore per l’arte e ora gioca nel mondo degli affari e lavora tramite la sua arte.

Il 9 novembre, Erik ha dipinto dal vivo sul palco del World Business Forum a Milano, invitandoci a non avere paura.
«Lo stato Beta è lo spirito di innovazione, la capacità di abbracciare il cambiamento.
Uscite dal business as usual, dalla vostra comfort zone. Pensate a tutto quello che potremmo fare nel nostro business se non avessimo paura. La paura influenza la nostra performance, è il rischio di essere troppo strutturati.
What’s F.E.A.R.? False Evidence Appearing Real.

Da bambino amavo disegnare, ma smisi perché mi avevano detto che non ero abbastanza bravo e attento ai dettagli. Da adulto ho ripreso a dipingere e ho iniziato a vedere tutte le cose che avevo imparato sotto un altro punto di vista. Dobbiamo ripensare a noi stessi, sperimentare ed essere creativi, anche se ci hanno detto che non lo siamo.
Pensare Big Data significa conformarsi a regole univoche. Io volevo esprimere i miei Small Data, l’istinto per troppo tempo represso.
La domanda che vi pongo è: come avete intenzione di riaccendere la vostra mente e armonizzare Big Data e Small Data?
Come Einstein dobbiamo avere coraggio di guardarci intorno e capovolgere quello che vediamo. Questa è l’arte della visione…»

Correre dei rischi ripaga, non c’è dubbio: a Milano Erik Wahl ha fatto salire sul palco un fortunato, dalla platea, e gli ha donato l’opera appena finita.

Negli ultimi dieci anni ha condiviso il suo incredibile messaggio con le più grandi e influenti aziende nel mondo, lasciandosi alle spalle le sue premiate opere d’arte come ricordo della propria passione per un modo di pensare dirompente. È il Warhol di Wall Street, il Renoir del ROI, il Picasso della produttività, il Jobs di… Beh, di chi ha un lavoro.

Che cos’è l’arte per te? E qual è la tua opera preferita?
«L’obiettivo dell’arte non è realizzare un prodotto. L’obiettivo dell’arte è produrre pensiero. Il segreto non sono le abilità meccaniche o tecniche che creano l’arte ma il processo di introspezione e i diversi livelli di contemplazione che la generano. Una volta che impari ad abbracciare questo processo, il tuo potenziale creativo è senza limiti. La mia opera d’arte preferita non è ancora stata inventata».

Tre consigli per un manager italiano? In questo periodo di crisi economica…
«Messa a fuoco – sulla costruzione dell’autenticità e sulla fiducia nel proprio brand.
Impegno – nell’imparare i nuovi linguaggi dei social media per capire il rapido cambiamento che sta avendo luogo nelle abitudini d’acquisto dei consumatori.
Adattamento – nell’era dell’innovazione in cui il cambiamento è la norma. E ricordare che crescita e comfort non possono coesistere.
I social media stanno attualmente causando un’enorme frammentazione nel mondo degli affari. È un nuovo linguaggio che il mondo intero è obbligato a imparare. È fortemente frammentario perché non è strutturato. L’efficacia e la capacità di profitto non sono più la valuta più forte per misurare la salute di un business. La valuta che conta di più nella nostra nuova economia è la fiducia. La fiducia sta nel creare esperienze autentiche per i propri clienti. La fiducia genera una connessione emozionale che sfida il prezzo. La fiducia si può creare solo attorno alla personalizzazione del prodotto o dell’esperienza del servizio per il cliente. La fiducia è umanizzazione del business. La fiducia è emotiva in modo unico. È la spiegazione del perché noi compriamo e cosa compriamo. E la fiducia si costruisce in modo unico, potenziata e amplificata sui social media».

E tre consigli per il nuovo presidente Donald Trump?
«Solo un consiglio mi sta veramente a cuore, ora. La tolleranza e la compassione per unificare e guarire la nostra nazione profondamente divisa».

Come scrivi, la creatività ha due facce: la scintilla dell’ispirazione e la routine del lavoro. Qual è la tua scintilla?
«Creare qualcosa dal nulla è la mia scintilla. La creatività è il cambiamento che modifica tutto. Mi serve come sveglia perché sono eccitato di alzarmi dal letto e alimenta la mia vita in ogni abilità che ho, per essere un creatore piuttosto che un critico».

Come possiamo aprire la mente? Per essere la versione migliore di noi stessi…
«
Possiamo espandere le nostre menti mettendoci in modalità Beta… Essere Beta è essere creativi. È basilare per il mio lavoro come artista e come imprenditore. Essere Beta è: non mostrarmi cosa vedere, ma insegnami come vedere. E una volta che so come vedere emergono le opportunità che prima erano nascoste in una visione piatta.
Essere Beta è il processo di espansione della mia consapevolezza. Sospende l’ansia originata dal pensiero temporalmente lineare e mi permette di accedere a un santuario interiore di grande calma.
La logica è razionale, ma la singola lente della logica semplicemente non può catturare la sottile bellezza artistica della vita che mi circonda tutto il tempo. Essere Beta non è l’opposto della logica, ma è piuttosto al di là di essa. Essere Beta affascina la mia mente, scuote le cellule nervose e dischiude la mia intelligenza emozionale per concedere spazio a libere e non giudicanti visioni periferiche».

Il fallimento non è l’opposto del successo. È parte del successo… Ma come possiamo superare la paura del fallimento?
«La resilienza nel superare gli ostacoli e il fallimento percepito come un agente chiave dell’innovazione… Dobbiamo essere disciplinati per combattere la resistenza dello status quo. Come il paesaggio per gli affari continua a cambiare, la compiacenza istituzionale è la più grande nemica dell’innovazione. Non tutte le nostre idee funzioneranno. Molte falliranno. Dobbiamo costruire la resilienza alle battute d’arresto. Non dobbiamo avere paura di fallire. Il fallimento accadrà. Negli affari, se abbiamo paura di fallire, non inventeremo nulla di nuovo. La resilienza di fronte al fallimento è la chiave per spingerci fuori dalla nostra zona di comfort e dentro l’innovazione. Mario Andretti diceva che se non sei un po’ spaventato allora non stai andando abbastanza veloce.
Tradotto nel mio lavoro di artista e di imprenditore: se non sto fallendo, probabilmente non sto spingendo abbastanza al limite le mie idee. Più mi sento comodo, meno divento innovativo. La resilienza è la chiave per sentirsi a proprio agio nelle situazioni scomode».

La musica gioca un ruolo importante nella tua Arte. Qual è la tua canzone preferita e perché?
«La musica che ascolto è energia che alimenta la mia arte. Va dalla classica all’hip hop e a tutto quello che c’è in mezzo. Posso essere ispirato da ogni genere in ogni momento».

Nuovi progetti nell’arte e nella vita per il 2017?

«Il 2017 sarà un anno pazzesco per me. Ho fatto ricerche, girato video, scritto molto e mi sono preparato (negli ultimi tre anni) per il lancio del mio progetto più ambizioso. Inizierà con il mio nuovo libro (che uscirà il 7 Marzo 2017): The Spark and the Grind. Le due facce dell’innovazione. Scintillare e sopportare, attraverso dirompenti tecniche, per imbrigliare la disciplina di una creatività costante».

Questo è Erik Wahl: artista di graffiti, autore, imprenditore e filantropo.

 

Qui, l’intervista originale (traduzione dall’inglese all’italiano a cura di Chiara Ciolfi).

Cover: ph by Nancy Vogl Speakers

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The Spark and The Grind
Il mondo ha bisogno di sognatori e di persone che fanno. Questo libro è sui sognatori che fanno.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Social Media & Content manager di Just Baked. Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

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