COMUNICAZIONE.
Etica ed eventi sostenibili

Non si è parlato d’altro per giorni, dopo il dramma delle terre amatriciane: non sono gli eventi naturali la vera catastrofe; lo sono le cose fatte (male) dagli uomini.
Ecco quindi ritornare di attualità i concetti di etica dei comportamenti e di sostenibilità, soprattutto nell’organizzazione di eventi. Guy Bigwood (MCI Group) ha indicato i dieci trend che guideranno lo sviluppo di pratiche sostenibili da qui al 2020.
In sintesi: il primo di questi punti riguarda lo Storytelling e la trasparenza. Aumenterà la necessità di comunicare con chiarezza e attendibilità le strategie di sostenibilità, utilizzando anche la tecnica del racconto per sottoporre alle autorità preposte e all’opinione pubblica il controllo in tema di etica, corruzione, impatto sociale e ambientale. I social media offrono un aiuto fantastico, in questo senso.

Il secondo punto è la richiesta di cibo sostenibile, biologico, prodotto localmente o distribuito dal commercio equo e solidale, un trend di consumo consolidato che si sta affermando in maniera crescente anche nel settore degli eventi: l’offerta di conseguenza aumenterà e i prezzi scenderanno, contribuendo a rendere la sostenibilità un criterio prioritario nella scelta di catering e ristoranti.

Terzo punto il tema del consumo collaborativo mirato a ridurre l’impatto ambientale. Le tecnologie digitali hanno già drasticamente ridotto il consumo di carta. Nei prossimi anni aumenteranno gli eventi ibridi, e la partecipazione da remoto consentirà non solo di ampliare la platea degli eventi ma anche di ridurre l’impatto ambientale generato dai viaggi. Il consumo collaborativo e la sharing economy si ritaglieranno un ruolo crescente nell’organizzazione di eventi, consentendo di ottimizzare costi e risorse.

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Il quarto punto riguarda il potere degli uffici acquisti. Il trend è chiaramente quello di un’accresciuta sensibilità e nei prossimi anni la sostenibilità sarà un criterio di acquisto importante: saranno proprio gli uffici acquisti a giocare un ruolo determinante nel creare e gestire un parco fornitori improntato alla sostenibilità.

Il quinto punto ha una rilevanza fondamentale: occorrerà sostituire le “Operazioni una tantum” con strategie d’azione basate sulla continuità. La diffusione della cultura della sostenibilità e la crescente disponibilità di strumenti e standard di riferimento, spingeranno le imprese a focalizzarsi di più su strategie specifiche.

Sesto punto: la richiesta di conformità agli standard di sostenibilità. La certificazione di sostenibilità degli eventi con l’adozione della norma ISO 20121 continuerà a diffondersi e la previsione è che la maggior parte degli eventi finanziati da istituzioni pubbliche, così come quelli delle grandi corporation, richiederà la conformità a questa norma. Di pari passo si svilupperanno nei vari paesi standard e certificazioni di sostenibilità nazionali, e aumenteranno le destinazioni che richiederanno a enti terzi e indipendenti la valutazione delle proprie performance.

Settimo punto: la gestione dei rifiuti e dello spreco alimentare. Nei prossimi anni si faranno progressi nella riduzione dei rifiuti, così come nella raccolta differenziata degli stessi. Vecchi materiali saranno archiviati e quelli nuovi, ecologici, si affermeranno sul mercato. Gli sprechi alimentari forse non si ridurranno, ma si interverrà sulla donazione del cibo in eccesso alle organizzazioni caritatevoli o ai banchi alimentari.

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L’ottavo punto riguarda la responsabilità sociale e il volontariato dei dipendenti. Le imprese diverranno più strategiche nelle proprie politiche di CSR e focalizzeranno le donazioni di tempo e denaro sulle organizzazioni che ne rispecchiano maggiormente i valori e la cultura aziendale. Continuerà a diffondersi anche il lavoro volontario, “abbinando” i bisogni specifici delle organizzazioni no profit alle competenze individuali dei dipendenti.

Penultimo punto: la percezione che la sostenibilità abbia un costo insostenibile. Vi è una percezione diffusa che adottare misure di sostenibilità sia troppo costoso e impedisca a molte aziende, che si definiscono “sostenibili”, di agire in modo etico e corretto. E’ invece indispensabile dimostrare che queste prassi virtuose riducono i costi e migliorano le performance.

Infine, il ruolo delle destinazioni. Sono ancora pochi i luoghi che hanno introdotto strategie pluriennali di sostenibilità specifiche per il settore degli eventi. Si è però fiduciosi che nei prossimi anni si saprà operare per sviluppare visioni e azioni di sostenibilità condivise. Così come quella dell’impatto economico, anche quella della sostenibilità sarà una carta da mettere sul tavolo delle istituzioni a dimostrazione del proprio valore sociale ed economico.

Enrico Cogno

Enrico Cogno

ENRICO COGNO (Torino, 28 aprile 1937) sociologo, giornalista, formatore, risiede a Roma dal 1966. E’ stato responsabile della comunicazione di gruppi internazionali e formatore presso e le maggiori organizzazioni (vedi i dettagli su: www.enricocogno.it).
Attualmente è: docente presso LUISS per l’Executive MBA; docente dell’area Creatività e Comunicazione Pubblicitaria (Facoltà di Scienze della Comunicazione) presso UTIU – Università Telematica Internazionale UniNettuno; Membro della Faculty di CONSEL (Gruppo ELIS); Direttore del Master in Communication Management del Centrostudi Giornalismo e Comunicazione; Direttore Responsabile di LUXORY, periodico dell’eccellenza del Made in Italy.
E’ stato vice presidente della FERPI (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche) ed è consulente e formatore dell’Ordine del Dottori Commercialisti di Roma.
Enrico Cogno

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