FESTIVAL.
I Boreali, a Milano
arriva il “grande Nord”

I Boreali è il primo festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa, fondato e promosso dall’editore milanese Iperborea, che da anni dedica il proprio catalogo agli scrittori scandinavi. Dal 20 al 23 aprile il Teatro Franco Parenti, punto di riferimento culturale milanese, ospita un programma di incontri letterari, concerti, reading, Translation Slam, performance gastronomiche, story show e proiezioni cinematografiche.

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Una scena del film “Miss Julie”

Uno degli eventi più interessanti in programma sarà sicuramente il Translation slam (il cui nome si ispira ai più diffusi poetry slams). Di solito mette in campo un autore e due traduttori che, dopo aver lavorato su un breve testo inedito (una poesia, un passo di un romanzo, un estratto di una pièce teatrale), ne discutono tra loro e con la platea, cui spetta il compito di decretare il vincitore. Quella proposta da I Boreali è una variante alternativa: a sfidarsi saranno due squadre formate dai partecipanti al seminario di formazione per traduttori dallo svedese. Avranno un’ora di tempo per tradurre due brevi testi e poi difenderanno le proprie scelte davanti al pubblico, coinvolgendolo.

Massimo Cirri (ph. Tonino Sgrò)

Massimo Cirri (ph. Tonino Sgrò)

Paura e desiderio: l’altro cinema nordico è invece il titolo dato alla rassegna di Cinema sperimentale al femminile, sia documentario che d’animazione. Viene proposta una selezione di opere di artiste di diverse generazioni che, pur nella loro diversità, tracciano percorsi di analisi sul tema dell’identità. La norvegese Lene Berg ripercorre il “Portrait Scandal” riguardante due icone del Ventesimo secolo, Pablo Picasso e Joseph Stalin, l’islandese Ragnheidur Gestsdottir documenta la performance del celebre artista e musicista Ragnar Kjartansson, che per sei mesi ha dipinto ogni giorno il ritratto dello stesso uomo; l’islandese Sigga Björg Sigurðardóttir e Gunvor Nelson, pioniera del cinema sperimentale svedese, rappresentano una parodia degli stereotipi e dell’iconografia femminili.

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Un momento di un corso di lingua

In questa seconda edizione non mancherà nemmeno un’ “autentica festa nordica” con i live di tre affermati artisti della scena musicale scandinava: il danese Jeppe Kjellberg (WhoMadeWho), Stephan Stephensen aka President Bongo da una famosa band islandese di musica elettronica e Khan of Finland, che non è solo musicista ma anche performer e visual artist.

Proprio negli stessi giorni – per la precisione dal 21 al 24 aprile – anche Roma celebra “il grande Nord” con il Nordic Film Fest presso la casa del cinema di Villa Borghese. Giunto alla quinta edizione, il festival mira ad aumentare la conoscenza e la distribuzione dei prodotti cinematografici scandinavi in Italia. Il tema principale della rassegna di quest’anno è l’amore nordico, articolato in tutte le sue declinazioni, da Miss Julie di Liv Ullmann a Silent heart di Bille August.

Oltre alle proiezioni, in lingua originale con sottotitoli in italiano e a ingresso libero, il programma prevede presentazioni e incontri con ospiti internazionali.

Chiara Ciolfi

Chiara Ciolfi

Se la curiosità è femmina allora io sono “femminissima” perché questa è sempre stata la molla che mi ha spinto a chiedere, studiare, parlare con persone diversissime tra loro e mettere il naso in tanti campi differenti. Dopo una laurea in Storia dell’Arte e un Master in Comunicazione non dà segni di diminuire e allora le collaborazioni editoriali si moltiplicano per poter raccontare l’arte, la cultura, il cinema, le persone e le idee. In attesa che le giornate si allunghino a 48 ore lavoro con associazioni culturali come guida e promuovo workshop e progetti per la didattica dei beni culturali, continuando allo stesso tempo a occuparmi di eventi. Se il premio è un bel concerto o un’anteprima cinematografica, come tirarsi indietro?
Chiara Ciolfi

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