VERSO IL 5G.
Intervista a
Giovanni Corazza

Cinque è meglio di quattro? Se si parla di connettività di rete la risposta è sicuramente sì. Il professor Giovanni Corazza, membro del board della 5G Infrastructure Association racconta a Just Baked la next big thing che cambierà radicalmente il nostro modo di comunicare.

La rete 4G è da poco diventata realtà quotidiana e diffusa nel campo delle applicazioni tecnologiche e già il mondo delle telecomunicazioni è in cammino verso l’elaborazione della rete 5G. Come si spiega questa situazione?

La definizione di un nuovo standard di telecomunicazioni è un’operazione molto complessa il cui sviluppo copre svariati anni, coinvolgendo migliaia di industrie e di ricercatori, assieme alle istituzioni di tutti i Paesi maggiormente sviluppati. Per questo non ci si deve stupire se vi è sovrapposizione temporale di uno standard in fase commerciale e del suo successore in fase di sviluppo.
Per il 5G le aree del mondo maggiormente coinvolte sono la Corea del Sud, la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti e naturalmente l’Europa. Vi è una grande spinta dai paesi asiatici per poter anticipare la dimostrazione di alcune tecnologie già per i Giochi Asiatici del 2018. In ogni caso, l’introduzione di un nuovo standard non implica l’immediata obsolescenza di quanto lo precede; infatti, oggi le reti 2G (il GSM) sono attive e presenti in tutto il nostro territorio. Con metafora geologica, potremmo dipingere questi standard come “stratificazioni di servizi a prestazioni crescenti”.

Cosa la differenzia dalla rete 4G e la rende migliore?

Premesso che il 5G è ancora in via di definizione, ed è quindi presto per fare elenchi esaustivi di differenze, vi sono alcuni aspetti molto significativi che possono essere evidenziati sin da ora. Il 5G non solo porterà servizi a larghissima banda sui nostri smartphones, ma costituirà anche l’infrastruttura portante per la Internet of Things (ovvero l’interconnessione di miliardi di oggetti “intelligenti”) e fornirà supporto ai cosiddetti servizi mission critical, per i quali l’affidabilità e la immediatezza sono requisiti fondamentali e imprescindibili.

Inoltre, con il 5G avremo a disposizione una infrastruttura con livelli elevatissimi di flessibilità, una rete capace di riconfigurarsi nello spazio di minuti, per portare la capacità dinamicamente, laddove le condizioni di utilizzo lo richiedano. Infine, con lo sviluppo della rete 5G saranno interessate nuove bande di frequenza (nello spettro delle onde “millimetriche”), che porteranno come beneficio la possibilità di trasferire dati su di un dispositivo personale fino a 1 Gbit/s! Davvero un salto epocale di prestazioni.

Giovanni-Corazza

Il prof. Giovanni Corazza

Sarà possibile una coesistenza con la rete 4G, che per molti aspetti è ancora in via di sviluppo? 

La risposta è certamente affermativa. Infatti, i due standard collaboreranno utilizzandosi vicendevolmente come “ancora” di servizio. In una prima fase di roll-out, la rete 4G fungerà da punto di riferimento a cui si può aggiungere la rete 5G per aumentare (molto considerevolmente) le prestazioni. Successivamente, con lo sviluppo diffuso sul territorio della rete 5G, è previsto che i ruoli si scambieranno e sarà il 5G a svolgere il ruolo da protagonista.

Perché avremo bisogno di una connettività 5G per i nostri dispositivi di uso quotidiano?

Ottima domanda: effettivamente è possibile parlare di “bisogno tecnologico”. Nella società moderna assistiamo all’introduzione continua di innovazioni, spesso per oggetti, sistemi o servizi di cui non avevamo cognizione né apparente necessità. In un tempo che tende a diventare sempre più breve, quelle innovazioni che si rivelano di successo si trasformano in veri e propri strumenti di lavoro e di vita, dei quali non si è più in grado di fare a meno. Basti pensare alla sofferenza fisica che oggi proviamo quando si scarica la batteria del proprio smartphone, o peggio lo si scorda a casa.
Ma per quanto riguarda la rete 5G, il grado di dipendenza crescerà ulteriormente, tanto che la si dovrà considerare una infrastruttura critica per ogni paese. Infatti, settori diversificati tra loro come quello energetico, sanitario, automobilistico, del broadcasting, delle smart cities, e la stessa amministrazione pubblica richiederanno elevatissimi livelli di connettività per il proprio funzionamento di base.
Senza la rete 5G si bloccheranno le attività di base della nostra società. E’ chiaro che, date queste premesse, la sicurezza (sia fisica sia cibernetica) di questa infrastruttura sarà un obiettivo essenziale.

Come si sta muovendo l’Europa a livello di protocolli internazionali nel campo delle comunicazioni e relativamente alla questione dello sviluppo della rete 5G?

L’Europa sta svolgendo un ruolo di primo piano per il 5G. Già dal dicembre 2013 è stata fondata dalle principali industrie manifatturiere ed operatori la 5G Infrastructure Association, la quale ha costituito assieme alla Commissione Europea la 5G-PPP (partnership pubblico-privata per il 5G), allo scopo di guidare un programma comunitario di ricerca e sviluppo del valore di 700 milioni di euro. Circa 20 progetti internazionali sono oggi attivi, e una nuova Call for Proposal (2) si aprirà nel prossimo mese di aprile, per chiudersi nel successivo mese di novembre 2016.
La 5G Infrastructure Association si occupa inoltre di mantenere relazioni diplomatiche con gli organismi omologhi delle altre regioni del mondo, assieme ai quali si organizzano semestralmente i Global 5G Events, dove vengono discussi gli aspetti critici di questo elemento fondamentale della Società dell’Informazione.


Giovanni Emanuele Corazza è Professore Ordinario presso la Scuola di Ingegneria e Architettura e Membro del Consiglio di Amministrazione della Università di Bologna, Presidente pro tempore del Consiglio Scientifico della Fondazione Guglielmo Marconi, Fondatore del Marconi Institute for Creativity (MIC), Membro del Collegio di Indirizzo della Bologna Business School, Membro del Board della 5G Infrastructure Association, ex-Direttore del Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica (DEIS), ex-Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, Membro dell’Editorial Board del Journal of Genius and Eminence.

Chiara Ciolfi

Chiara Ciolfi

Se la curiosità è femmina allora io sono “femminissima” perché questa è sempre stata la molla che mi ha spinto a chiedere, studiare, parlare con persone diversissime tra loro e mettere il naso in tanti campi differenti. Dopo una laurea in Storia dell’Arte e un Master in Comunicazione non dà segni di diminuire e allora le collaborazioni editoriali si moltiplicano per poter raccontare l’arte, la cultura, il cinema, le persone e le idee. In attesa che le giornate si allunghino a 48 ore lavoro con associazioni culturali come guida e promuovo workshop e progetti per la didattica dei beni culturali, continuando allo stesso tempo a occuparmi di eventi. Se il premio è un bel concerto o un’anteprima cinematografica, come tirarsi indietro?
Chiara Ciolfi

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