URBAN ART.
Cinque artisti portoghesi per la Roma «dimenticata»

Il 24 gennaio è una domenica di sole a Roma, il clima ideale per apprezzare una vera e propria mostra a cielo aperto. L’artista portoghese Bordalo II ha invaso gli spazi della stazione ferroviaria metropolitana di San Pietro con uno dei suoi coloratissimi animali realizzato con biciclette, pezzi di automobili, copertoni e vernici. L’evento fa parte del progetto Forgotten, che vede il coinvolgimento di cinque artisti dell’arte urbana portoghese, molto apprezzata negli ultimi anni in Europa e nel mondo, invitati per la prima volta a realizzare opere murali nella città di Roma, ciascuno con la propria personalissima tecnica. L’iniziativa mira a riscoprire e rivalutare alcuni luoghi romani, negli anni dimenticati o che rischiano la demolizione. Chiuderanno il ciclo di eventi gli artisti MaisMenos e Daniel Eime, con location della città non ancora rese note.

pinguino

Cambiano le abitudini, i flussi e i bisogni dei cittadini, ma le stazioni ferroviarie metropolitane meritano attenzione in quanto luoghi strategici della vita urbana, piene di significati condivisi. Il progetto, promosso dal MACRO, dall’Ambasciata del Portogallo e dalla Casa dell’Architettura di Roma fra gli altri, coinvolgerà cinque artisti dell’arte urbana portoghese, invitati per la prima volta a realizzare opere murali nella città di Roma, ciascuno con la propria personalissima tecnica.

Lo street artist portoghese Bordalo II ha lavorato nello spazio della stazione San Pietro usando i rifiuti urbani e trasformandoli in meravigliose creature dai colori sgargianti, rendendo il riciclo una forma d’arte. Grazie a spray, pitture e stencil, nei suoi assemblages prendono vita animali coloratissimi. Le sue opere sono una critica al consumismo che incoraggia a gettare via ciò che non serve o non funziona più, incapace di riconoscere la bellezza che può scaturire dai rifiuti che esso stesso produce.

bordalo cat

La scoperta della street art come metodo di riqualificazione e possibilità di regalare una nuova bellezza agli scenari urbani sta vivendo a Roma una stagione molto produttiva: passeggiare tra vecchi edifici trasformati in opere d’arte, ascoltare le storie dei quartieri che si attraversano tra architettura, cinema e storia appassiona sempre più i cittadini, alla scoperta di un’altra Roma, fuori dagli itinerari canonici.

Chiara Ciolfi

Chiara Ciolfi

Se la curiosità è femmina allora io sono “femminissima” perché questa è sempre stata la molla che mi ha spinto a chiedere, studiare, parlare con persone diversissime tra loro e mettere il naso in tanti campi differenti. Dopo una laurea in Storia dell’Arte e un Master in Comunicazione non dà segni di diminuire e allora le collaborazioni editoriali si moltiplicano per poter raccontare l’arte, la cultura, il cinema, le persone e le idee. In attesa che le giornate si allunghino a 48 ore lavoro con associazioni culturali come guida e promuovo workshop e progetti per la didattica dei beni culturali, continuando allo stesso tempo a occuparmi di eventi. Se il premio è un bel concerto o un’anteprima cinematografica, come tirarsi indietro?
Chiara Ciolfi

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